venerdì 22 settembre 2017

REVIEW PARTY: "Dove ti ho perso" di Ruth Hogan

Hey! Guess who' back?
Oggi, per questo nuovo review party, vi parlo di "Dove ti ho perso",
 il nuovo romanzo, uscito solo una settimana fa, di Ruth Hogan. 
Per saperne di piú non vi resta che continuare 
a leggere...
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Titolo: Dove ti ho perso
Autore: Ruth Hogan
Casa Editrice: Rizzoli
Formato: cartaceo
Prezzo: €16,15
Data pubblicazione: 2017
Per acquistarlo cliccate qui

Anthony Peardew colleziona e custodisce oggetti smarriti. Lo fa da
 quarant'anni, da quando ha perso il ciondolo, regalo di Therese, la fidanzata, 
proprio nel giorno in cui la ragazza è morta in un incidente. 
Stravolto dalla perdita, Anthony negli anni ha cercato conforto in quelle
 piccole cose trovate per strada o in un parco, sfuggite da una tasca
 o dimenticate al tavolo di un caffè o sul sedile di un treno. Pensava che,
 se avesse riconsegnato ogni oggetto al legittimo proprietario,
 qualcuno un giorno avrebbe bussato per restituirgli il suo. 
Ora, al tramonto della sua esistenza, vuole cedere questa missione alla sua 
assistente, Laura, lasciandole anche la bella villa in cui abita con
 tutto quello che contiene. Quello stesso giorno di quarant'anni fa,
 Eunice iniziava a lavorare come segretaria di redazione in una piccola 
casa editrice e per la fretta e l'emozione si era scontrata con Anthony.
 In apparenza un imprevisto da niente lungo i sentieri delle loro vite.
 Ma di ogni cosa, di ogni incontro, resta una traccia.
 Sono particelle in sospensione sopra i nostri giorni, che aspettano di posarsi.
 Perché tutto torni al proprio posto, adesso, Laura ed Eunice si devono
 trovare.Leggere Dove ti ho perso è rinfrescarsi all'ombra di un racconto
 caldo. Tante piccole storie ne punteggiano l'anima, 
a comporre un romanzo confortante, ironico, dove l'amore attraversa 
ogni essere vivente, ogni esistenza, in maniera lieve eppure definitiva. 
Una storia autentica e delicata sul potere delle coincidenze e sulla 
fatalità dei piccoli eventi, quelli che sembrano
 essere senza importanza.

Il libro parla di quest'uomo, Anthony, che, dopo aver perso la 
moglie quarant'anni prima, comincia a collezionare oggetti smarriti. 
Porta a casa pezzi di puzzle, scatole vuote, qualsiasi cosa si trovi
 in giro. Egli, ormai anziano e stanco, vuole lasciarsi andare per 
ricongiungersi alla sua donna. 
Per Laura, invece, quell'uomo è l'unica fonte di salvezza, e farebbe
 di tutto pur di tenerselo stretto.
Alla base del romanzo possiamo trovare un concetto semplice, 
ma che ormai sta andando perduto: dobbiamo imparare ad
 apprezzare le piccole cose che la vita ci offre, 
senza lamentarci. 
Inoltre l'autrice, intersecando varie storie tra di loro, ci svela come
 luoghi, persone o oggetti apparentemente diversi l'uno dall'altra
 possano in realtá essere
 collegati tra loro.

«Charles Bramwell Brockley viaggiava
 da solo e senza biglietto sul treno da
 London Bridge a Bringhton delle 14:42. 
Quando il treno si fermò sobbalzando alla 
stazione di Haywards Heath, la scatola di 
biscotti Huntley & Palmers in cui viaggiava
 traballó raggiungendo pericolosamente il 
bordo del sedile. Ma proprio mentre stava 
per ruzzolare sul pavimento della carrozza,
 due mani provvidenziali l'afferrarono al volo.»

Lo stile è lento, ma la storia è appassionante per chi ama il genere,
 e la Hogan trasmette la sua passione a noi lettori con molta semplicità,
 arricchendo il libro di dettagli che rimangono nel
 cuore di chi legge.
Consiglio questo libro agli appassionati di oggetti smarriti,
 perché impareranno a capire il valore delle piccolezze che talvolta 
non apprezziamo nemmeno e concorderanno con questa
 autrice/collezionista sul fatto che ogni cosa possegga una
 storia, ed è sempre emozionante scoprirla.
Un romanzo da non perdere, che potete trovare 
tranquillamente in tutte le librerie.

VOTO





venerdì 15 settembre 2017

REVIEW PARTY: "The Store" di James Patterson

Hey! Guess who' back?
Oggi parliamo di The Store, il nuovo thriller di James Patteson
 che, a partire da oggi, potete trovare in tutte le librerie. 
Inoltre, alla fine, potete trovare anche una 
piccola sorpresa...
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Titolo: The Store
Autore: James Patterson
Genere: Thriller
Casa Editrice: Longanesi
Data di pubblicazione: 15 settembre
Prezzo: €16,40


E se il mondo immaginato da George Orwell fosse
 più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis 
stanno per perdere tutto. A New York non sembra 
esserci più posto per chi, come loro, vive della propria 
scrittura. È un mondo che li respinge, costringendoli a 
una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con
 la famiglia in 
un villaggio in Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. 
Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi.
 Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso 
organismo di The Store. The Store non è solo «un»
 negozio on line.
 È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… 
The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’
utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare 
le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, 
anzi troppo bene. The Store è un forziere pieno di 
desiderabili oggetti, e di terribili segreti… E per tenerli celati
The Store è pronto a tutto. James Patterson, l’autore
 contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela
 il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. 
Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, 
disegna una società in cui la supremazia del 
marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un
 passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. 
Una realtà sempre più inquietante, 
e sempre più vicina…

Leggendo The Store non immaginatevi un classico 
thriller, di quelli con il killer da scovare, perchè
 andreste proprio fuori strada.
Questo libro è diverso dal solito modo di scrivere di
 Patterson, si avvicina ad un genere distopico, 
piuttosto che thriller, niente omicidi, niente cadaveri 
o assassini e complici da scovare, 
solo un negozio.
"Come? Un negozio?" vi chiederete voi. Sí, The 
Store è nato per rappresentare la realtá moderna,
 per rappresentare un mondo dominato dalla
 tecnologia e dalle vendite online, un po' tipo
 come se Amazon avesse il pieno controllo su tutto. 
Ecco, questo è The Store, nient'altro che la piú 
grande catena di negozi online d'America.
I nostri cari protagonisti, Jacob e Megan, stanchi di
 tutto ciò, decidono di entrare nel sistema e farsi 
assumere come lavoratori, in modo da raccogliere
 informazioni da inserire in un libro. Lo scopo finale è 
aprire gli occhi al mondo e distruggere ciò che, 
ormai, li opprime. Sí, perchè The Store entra nelle
 loro case, riempie le loro dispense e le loro stanze con 
cose nuove prima ancora che vengano richieste, 
li osserva durante il giorno, in ogni loro singolo 
movimento.
E, se inizialmente, avere tutto ciò che si vuole 
senza alzarsi dal divano, avere vicini sorridenti e cordiali 
e una casa ipertecnologica, possa sembrare un sogno, 
presto si trasformerá in un incubo per Megan e Jacob.
 Quest'ultimo, in particolare, lavorerá senza sosta fino 
alle fine pur di raggiungere il suo obiettivo.
Con la sua versione moderna di 1984, James 
Petterson ci racconta la realtá odierna, condannando 
questa societá che non ha piú il controllo 
di se stessa.
Insomma, tutto in questo libro vi catturerá, fino ad
 arrivare un finale mai immaginato, anche se forse 
descritto un po' rapidamente.
Leggendo The Store capirete che, il sogno di 
una societá ipermoderna in cui tutto ci è
 servito senza muovere neanche un muscolo, potrebbe
 trasformarsi nel nostro peggior incubo,
 fino a farci perdere il controllo della
 nostra stessa vita.

VOTO


E, come promesso...sorpresa! Una copia fuori 
commercio cerca casa! Per provare a 
vincerla cliccate qui e...
seguiteci!








mercoledì 13 settembre 2017

RECENSIONE: "L'amore è per noi" di Francesca D'Isidoro

Hey! Guess who's back?
Dopo il blogtour del sequel, "Tutto questo è amore"
(potete trovare l'intervista all'autrice qui), oggi recensisco 
"L'amore è per noi"!
 Non vi anticipo nulla, se non che AMO il modo di scrivere 
di Francesca D'Isidoro, scoprirete perchè...
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Titolo: L'amore è per noi
Autrice: Francesca D'Isidoro
Genere: romance
Formato: Cartaceo
Prezzo: €11,88
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Edizioni IlViandante

Alessio è un ragazzo sulla trentina, bello, ricco e di successo. Ma ha commesso
 un grande errore: si è lasciato sfuggire la donna della sua vita, Vittoria, per
 sposarne una che non ama, anzi disprezza. D'allora, non c'è stato giorno in cui non 
si sia pentito della sua scelta. Vittoria, nel frattempo, si è rifatta una vita altrove ed
 è felice con un altro uomo. Il destino però, si sa, alle volte ti concede un'altra occasione. 
Tra esilaranti battibecchi, fortuite coincidenze, amici stravaganti che non vedono
 l'ora d'intromettersi e altre rocambolesche avventure, Alessio tenterà di 
riconquistare il cuore dell'unica donna che abbia mai amato.
 Perché un uomo, quando è innamorato, sa essere più tenace di 
cento donne messe insieme...



Ho solo una parola da dire: ADORO. Nonostante
 io non sia tipa da romance e simili, questo libro è riuscito a
 catturarmi e farmi innamorare, cosí come il modo di scrive di
 Francesca D'Isidoro, che riesce sempre a mettere un pizzico di 
ironia in tutto, senza sembrare forzata.
Sono stata completamente catturata dalla storia d'amore di Vittoria 
e Alessio, ma non la solita storia d'amore del cattivo ragazzo
 e la santarellina, ma di un uomo che, pur di diventare 
qualcuno e avere un lavoro dignitoso, commette l'errore piú grande 
della sua vita: lasciare la donna che ama per sposare un'altra,
 pentendosene amaramente.
Insomma, io non ho veramente parole, penso che, tra tutti i
 romance che ho letti, questo, insieme alla novella sequel 
"Tutto questo è amore", 
siano i migliori!

“<<Ogni volta che provo a chiudere gli occhi, mi 

appari tu.>>

<<A quanto pare sono il tuo peggior incubo.>>

<<No, sei il mio sogno più bello.>>”


Con questo libro l'autrice ci ricorda che c'è sempre
 una seconda occasione e che non dobbiamo perderci 
d'animo, che non dobbiamo rinunciare ad amare solo per 
una delusione passata, perchè l'amore non è mai semplice,
 richiede impegno, dedizione e passione.

“Questo è l’amore. Quello che abbiamo costruito 

insieme è l’amore. Anche tutti gli sbagli che 

abbiamo commesso, sono l’amore, perchè alla fine ci 

hanno sempre riportato al punto di partenza: a noi due.

L'amore siamo noi, semplicemente.

L’amore è per noi.”


Mai noioso o scontato e sempre in grado di strapparti un sorriso,
 se non avete ancora letto questo libro andate immediatamente a 
comprarlo al link sopra, non ve
 ne pentirete!

VOTO













martedì 12 settembre 2017

Intervista a Francesca D'Isidoro di "Tutto questo è amore".

Hey! Guess who's back?
Oggi, per la mia tappa del blogtour del libro "Tutto questo è 
amore, facciamo due chiacchiere con l'autrice: 
Francesca D'Isidoro.


"Tutto questo amore" è la novella, sequel di "L'amore è per noi", 
nella quale vediamo evolversi la romanticissima e 
divertentissima storia d'amore tra Vittoria e
 Alessio.
Ma, prima di tutto, andiamo a veder
la trama!


Non c'è cosa che Vittoria e Alessio desiderino di piú al mondo, 
che passare un Ferragosto tranquillo e all'insegna del relax.
 Ma la tranquillitá, quando si tratta di loro e dei loro strampalati amici,
 è solo una chimera. Se, poi, a complicare ulteriormente le cose, ci si 
mettono anche i fantasmi del passato, è facile intuire come la
 situazione possa presto degenerare, fino a diventare, 
a dir poco, esplosiva...


1. Com'è nata l'idea del libro?
L'idea di scrivere un libro è nata dopo la fine di una relazione importante. 
Con l'uomo più importante della mia vita. Un grandissimo st..olto, 
comunque, detto per inciso. Avevo talmente tanta rabbia repressa 
dentro, che sentivo la necessita di sfogarla in qualche modo. 
La scrittura è stata a tutti gli effetti la mia valvola di sfogo; non solo 
ho catalizzato le mie energie negative, trasformandole in 
qualcosa di estremamente positivo, ma ho riscritto anche la 
mia storia, donandole la dignità che meritava.
 L'idea di questo libro in particolare, invece, è nata per caso. 
Una notte, non riuscivo a dormire e ho abbozzato le prime righe.
 Quando le ho rilette, la mattina successiva, ho pensato
 che filassero e che, nel complesso, fossero anche divertenti
 e, così, mi sono detta
 "perché no?".


2. Qualè stata la tua prima reazione quando hai visto
 i tuoi libri in libreria?

Ah, guarda, io a "questa cosa" ancora riesco ad abituarmi. 
E' strano. Voglio dire, come puoi abituarti al fatto che il tuo 
libro - proprio quello che hai scritto tu - faccia bella mostra 
di sé, magari, affianco a quello di un mostro sacro come
 Jodi Ellen Malpas o, addirittura, E.L. James? 
E' una cosa incredibile!


3. Stai giá lavorando ad altro? Cosa ci puoi 
spoilerare?

Sì. In realtà, ho in mente due progetti. Una serie, 
che comprende due romanzi - rigorosamente autoconclusivi -, 
che ho intenzione di pubblicare in self publishing; e un
 romance, che credo pubblicherò con Edizioni IlViandante, la
 casa editrice con la quale ho pubblicato "L'amore è per noi" e
 che considero un po' come una
 famiglia adottiva.


4. Quattro aggettivi che descrivono sia te 
che il tuo libro.

Leggero, scanzonato, brillante e romantico


5. Qual è il libro a cui sei piú legata?

Ogni periodo della mia vita è segnato da un libro. Il primo
 libro che ho letto, da piccolissima, è stato "E' un problema" di Agatha 
Christie, è quello rimarrà nel mio cuore per sempre, come 
Agatha Christie rimarrà sempre la mia autrice preferita. 
Poi, durante l'adolescenza, sono rimasta profondamente
 toccata da "Storia di una capinera" di Verga. In seguito, 
ho amato immensamente "La casa degli spiriti" dell'Allende. 
Avevo ventisette anni, invece, quando ho perso completamente
 la testa per un certo Mr Gray. Il libro, però, che mi ha
 avvicinato ai romance è "Ti prego lasciati odiare" di Anna 
Premoli, ho iniziato a leggerli con quello e non ho mai
 più smesso, l'ho trovato geniale!


6. Qual è stato il personaggio che ti ha creato piú
 problemi durante la stesura di
 "Tutto questo è amore"?

Ma, forse, il personaggio di Barbara. Lei mi ha sempre 
dato del filo da torcere, in effetti...


7. Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per la creazione 
dei protagonisti, Vittoria e Alessio?

Beh, Vittoria sono io con i tacchi a spillo. Allessio, 
invece, è "lo stolto" di sopra idealizzato... 
e parecchio abbellito...


8. Infine, dai un voto a questo libro da 1 a 10

No, dai, ti prego... Questo lasciamolo fare ai
 lettori, che è meglio!

Ringrazio nuovamente Francesca D'Isidoro per essersi
 prestata a quest'intervista e per la sua dolcezza e 
disponibilitá, potete acquistare il libro al link sopra. 
Buona lettura!


VOTO








mercoledì 30 agosto 2017

RECENSIONE: "I rami del tempo" di Luca Rossi

Hey! Guess who's back?
Sí, lo so che non mi faccio vedere quasi mai in questo periodo 
(okay, togliamo quel "quasi" ahah), ma l'estate leggere 
diventa stranamente faticoso...oddio, no, non posso averlo detto. 
Rimuovete tutto dalla memoria, facciamo finta che io non 
abbia detto nulla :).
Passando alle cose serie, oggi vi parlo, finalmente, di un fantasy! 
Sapete quanto io ami questo genere ahah. Si tratta del primo volume
 de "I rami del tempo", di Luca Rossi,
 vi lascio alla recensione!
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Titolo: I rami del tempo
Autrice: Luca Rossi
Genere: Fantasy
Formato: cartaceo
Prezzo: €8,73
Data Pubblicazione: 21 marzo 2014
Editore: selfpublishing
Potete acquistarlo qui


Una pioggia di schegge stermina il popolo dell'isola di Turios.
 Si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa
 Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri
 sono scomparsi. L'unica speranza di salvezza risiede nelle 
protezioni magiche del Tempio. Tuttavia devono far fronte a minacce
 oscure. Un'ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli.
 I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. 
Alla vicinanza tra le due donne si contrappone il sempre più 
marcato isolamento di Bashinoir.Nel regno di Isk, maghi e consiglieri
 devono sottostare all'insaziabile ingordigia di sesso, guerra e potere
 di re Beanor. L'ultima delle sue giovani mogli, tuttavia, non si dà pace 
per la libertà e l'amore perduti. Potranno i giochi e gli inganni sotto le
 lenzuola essere la chiave di svolta di una 
guerra millenaria?


Eh sí gente, è arrivato il tanto atteso momento, SI TORNA A RECENSIRE 
FANTASY! Sono una grande amante di questo genere, sono 
cresciuta con Harry Potter e ora non faccio altro che leggere
 libri di questo tipo.
Ora, parlando del libro di Luca Rossi, vorrei dire che ha cominciato 
a prendermi veramente solo dalla "seconda parte" in poi, forse perchè 
la prima era troppo confusa e misteriosa, mi innervosisco quando non
 capisco le cose e "I rami del tempo" è stato parecchio 
misterioso all'inizio!
Rimane comunque un libro bellissimo, assolutamente ben scritto e
 strutturato, solo un paio di aspetti non mi sono piaciuti molto.
 Vi ricapitolo un secondo la storia, in modo che possiate
 capire ciò che sto per dire:
La storia è ambientata un po' sull'isola di Isk e un po' sull'isola di 
Turios. Esse sono completamente distanti e gli abitanti di 
un posto non possono raggiungere l'altro (i motivi non li spiego
 per evitare spoiler, ma si scoprono via via leggendo). Sull'isola di
 Turios, dopo una pioggia di schegge che decima la popolazione, 
rimangono tre sopravvissuti: marito e moglie e la sacerdotessa del tempio,
 che dovranno portare avanti quel luogo da soli, 
procurandosi cibo e cercando di sopravvivere. 
Sull'isola di Isk, invece, regna sovrano Beanor, un re pazzo, 
il cui unico desiderio è uccidere tutti gli abitanti di Turios in
 modo da poter esplorare l'isola.
Okay, fermiamoci qui, ora vi racconto quelle due cose con cui non 
mi sono trovata tanto d'accordo:
1. Secondo me Luca Rossi avrebbe potuto denominare i capitoli, 
in modo da farci sapere prima da che punto di vista è narrata la 
storia, senza dover cercare di capirlo riga per riga.
2. Dovete sapere che io amo i cattivi, MA BEANOR PROPRIO NON 
L'HO SOPPORTATO, è stato uno dei pochi antagonisti di cui ho 
desiderato la morte fin dalla prima volta in cui è apparso. 
Per caritá, è utilissimo alla storia, non dico il contrario, ma alcuni
 aspetti sono stati un po' troppo accentuati, tralasciando 
la vera importanza del personaggio. Parlo
 della sua ossessione per il sesso e per le donne. È una parte fondamentale, 
soprattutto per il finale, ma non credo andasse evidenziata 
ogni volta che appare nei capitoli, secondo me si sarebbe dovuta dare piú importanza ai suoi scopi e ai motivi per cui vuole distruggere gli
 abitanti di Turios.
Questi erano, per me, i piccoli difetti del libro, che mi hanno
 rallentato la lettura, per il resto lo continuo a considerare
 un libro molto bello, con una trama stupenda e, 
finalmente, differente da tutti gli altri fantasy.
 Assolutamente da leggere!

VOTO


Se siete ancora confusi e non sapete se acquistare il libro
 oppure no, vi lascio un piccolo 
estratto:
Beanor continuava a mirare in lontananza. Un ghigno si fece strada tra le sue labbra. Tutti morti. Era la fine. La forza che li aveva tenuti confinati su quelle terre era stata finalmente spezzata. Ora avrebbero potuto imbarcarsi sulle navi, solcare i mari, esplorare nuove terre.»



lunedì 14 agosto 2017

RECENSIONE IN ANTEPRIMA: "Io lo chiamo amore"

Hey! Guess who's back?
Oggi vi recensisco in anteprima il romanzo di Fabiola D'Amico 
"Io lo chiamo amore", in uscita in tutte le
 librerie il 16 agosto!
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Titolo: Io lo chiamo amore
Autrice: Fabiola D'Amico
Genere: Romance
Formato: ebook
Prezzo: 2,99
Data Pubblicazione: 16 Agosto 2017
Editore: Newton Compton Editori
Serie Cupido Vol 2
Link d'acquisto:



Ethan Feldman è un impresario discografico, è sempre attorniato da 
donne bellissime e non può fare a meno di…
portarsele a letto. 
Il giorno dopo però se ne tiene ben distante perché le considera 
capricciose, viziate e di umore ballerino. 
Patty Mc Oween, la sorella del più caro amico di Ethan, 
fa l’architetto e da un po’ di
 tempo lo detesta. 
Perché? Cos'è cambiato tra di loro? Ethan decide di svelare
 il mistero e cade così nella rete che Ale Miller, proprietaria 
della Cupido Agency, ha tessuto per lui, una rete fatta
 di equivoche tentazioni ed
 erotiche provocazioni...



Leggendo "Io lo chiamo amore" sono rimasta veramente
 colpita dalla capacità di Fabiola D'Amico di creare dialoghi 
frizzanti e mai un secondo noiosi. Con il suo stile, 
passatemi il termine, un po' "fiabesco", è riuscita a 
catturare anche una come me, che di romanzi proprio 
non ne vuole sapere nulla!

"Le donne sono bellissime, seducenti e indispensabili, ma solo
 per incontri appassionati di poche ore. Nessun domani, 
una toccata e fuga. Questo era il suo motto. E soprattutto 
si teneva ben distante dalle occasioni pericolose, dalle situazioni 
che, nate dal nulla, come per magia trasformavano il lui di turno in 
un altro uomo. 
Un uomo innamorato, pensò, reprimendo un brivido di paura. 
Uno che perdeva il bene dell’intelletto, soggiogato
 dal potere indiscusso delle donne."

Non ho letto il suo precedente romanzo, ma sono un'esperta
 ricercatrice su google, e perciò, informandomi, ho scoperto che, 
prima di questo, la D'Amico ha scritto un libro su Klain e 
Simone, e sono rimasta veramente stupita da come sia riuscita 
ad inserire questi due personaggi nella trama, senza lasciare 
buchi riempibili solo leggendo il romanzo precedente. 
Insomma, non è da tutti riuscirci!
Ogni pagina ti invita a continuare, il lettore viene stuzzicato
 dai dialoghi tra Patty e Ethan, i nostri protagonisti. 
Lui, provocatorio e spavaldo, e lei, ostinata e fredda come 
non mai, decisa a non lasciarsi travolgere da quell'uomo, 
all'apprenza tanto menefreghista, in grado 
di far innervosire chiunque.
Che dire, questa storia è un connubio perfetto di risate, 
colpi di scena e passione, ed è perciò perfettamente in grado
 di intrattenere chi la legge. 
Come ho giá detto, i personaggi sono ben caratterizzati e descritti, 
anche quelli presenti nel primo romanzo dell'autrice sono 
perfettamente inseriti nella trama di questo libro. 
Per quanto riguarda il linguaggio, invece, è piuttosto scorrevole 
e per nulla complicato, adatto a chiunque.
Perciò mi raccomando, il 16 agosto tutti in libreria! Ethan e 
Patty entreranno nel vostro cuore per 
non lasciarlo mai piú!

Guendalina : Ebbene l’ideale per me è sempre stato sposare un
 uomo chiamato Ernesto. C’è qualcosa nel nome di Ernesto che
 ispira fiducia. Dal momento in cui Agenore mi disse di avere 
un amico di nome Ernesto, ho sentito che ero destinata ad amarvi. 
Worthing: Ma non vorrete dire sul serio che non potreste
 amarmi se il mio nome non fosse
 Ernesto.
O. Wilde, L’importanza di essere onesto